La storia di Comacchio: dalle origini ad oggi

Storia di Comacchio

Comacchio vanta origini accertate nell'Età del bronzo ad ha dunque tremila anni di storia.

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Una delle varie versioni sulle origini di Comacchio ne fa risalire il toponimo all'anno 781, anno in cui la città  viene indicata con il nome di Commeaclim, ma essendosi rivelato questo documento una copia del secolo XI, è più opportuno fare riferimento all'anno 877 in cui si parla di Commiaclo e al 995 in cui si parla di Comachio.
Il termine Comacchio potrebbe derivare dal greco kuma che significa onda.
Il simbolo che appare nello stemma comunale è la passera (Platicithys), segno della fecondità  in quanto, con il suo carico di uova, è riconoscibile anche di notte per la luminosità delle uova unite quasi in grappolo nel ventre.


La storia di Comacchio è affascinante e al contempo tormentata.
Città estremamente ambita e contesa dai signori dell'epoca, dalla Chiesa e da tutti coloro che, in qualche modo, l'hanno amministrata, molti archeologi fanno risalire le origini di Comacchio ad un tempo antichissimo.

Si vorrebbe provare che proprio Comacchio è la diretta erede di Spina, ma questo, con i dati che abbiamo, rimane solo una congettura. A tale proposito infatti,l'archeologia presenta un vuoto di qualche secolo.
Spina decade a partire dalla metà del terzo secolo a.C. e la nave romana di valle Ponti (I secolo a.C.) incuriosisce non poco con la reale nascita dei primi insediamenti umani in questo territorio.

Gli episodi ed i fatti che hanno caratterizzato secoli di storia e di profonde trasformazioni, sono collegati alle vicende riguardanti il patrimonio delle Valli che,fino al secolo scorso, occupavano una superficie di quasi ottanta mila ettari.

L'attività della pesca, unitamente alla raccolta ed al commercio del sale, creò profondi dissidi tra la città di Comacchio e le comunità vicine, non ultima la famosa "guerra del sale" con la Repubblica di Venezia, e che, solo qualche anno fa , ha conosciuto la "pace storica".

Le paludi che circondavano Comacchio costituivano la sua naturale difesa.
Affacciata sulle rotte navali adriatiche, Comacchio crebbe d`importanza soprattutto grazie ai ricchi traffici legati alle vicine saline che le assicuravano una prosperità convalidata dai privilegi commerciali concessi alla città dal re longobardo Liutprando nell' anno 715, la cui flotta, potente e temuta, le garantiva il dovuto rispetto.Tutto cio non fu però sufficiente a Comacchio per  evitare di essere distrutta, nel 946, ad opera dei Veneziani.

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La Comacchio di oggi, con i ponti che l`attraversano ed i canali che la bagnano, conserva scarse tracce del suo passato medioevale a causa della sovrapposizione di interventi edilizi avvenuti nel corso del Seicento, dopo che nel 1598 fu definitivamente incorporata nello Stato della Chiesa.

Nel 1634 l' architetto  ravennate Luca Danesi, per risolvere il problema della viabilità alla confluenza di quattro canali interni con quello che collegava la città al mare, ideò il particolarissimo complesso chiamato Trepponti.
L' architetto Danesi, invece di costruire una serie di ponti separati per unire le varie sponde, escogitò un`unica costruzione che, grazie a cinque scalinate poggianti su tre grandi arcate (da cui il nome Trepponti) permette di spostarsi in tutte le direzioni. Oltre alla forma già inconsueta per un ponte, a rendere più suggestivo il tutto, Danesi completò il complesso  con due torri difensive che gli danno un aspetto inconfondibile.