Comacchio: L'importanza dell'anguilla

La Pesca a Comacchio


La città e la storia di Comacchio sono legate all'acqua, alle valli, alle saline e alla pesca delle anguille .

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Comacchio viveva per l'anguilla e d'anguilla. La pesca avveniva da fine settembre a fine dicembre.
L'anguilla  giungeva  in queste paludi  per nutrirsi, crescere ed infine essere catturata in trappole di cemento armato oppure inchiodate una ad una con una  fiocina a undici punte.

Si trattava dei fiocinini, pescatori che correvano grossi rischi e  ricorrevano a tutte le astuzie e a tutti gli espedienti pur di sottrarsi alla presa dei guardiani dell'Azienda Valli, che avrebbe significato affrontare un processo ed infine la prigione.

I fiocinini si riunivano in compagnie perché, se uno veniva scoperto e processato, la compagnia pensava alla famiglia, alla barca e a tutto il resto.

L'unico periodo dell'anno veramente felice per questa povera gente era rappresentato dalla possibilità di pescare  in valle Rillo, chiamata la valle del Presepio perchè i poveri vi potevano pescare liberamente e senza pericoli dal 22 dicembre al giorno di Pasqua.

Per tutto il resto dell'anno erano invece costretti ad andare nelle valli proibite e quasi sempre, dopo il loro lavoro, andavano in Romagna a vendere il pescato, per poi ritornare a casa.

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I fiocinini, a cui si deve la scoperta della città di Spina prima degli archeologi, sono una categoria pressocché scomparsa per effetto delle bonifiche, della motorizzazione e di un di un migliore tenore di vita per tutta la popolazione.

Oggi tutto è cambiato e scomparso, e scomparsi sono anche gli antichi mestieri che esistevano proprio grazie alle valli: i bolegazzai, i bottai, i grisolini, gli zoccolai ed i fabbri delle fiocine.